Animali in Condominio: i Regolamenti Condominiali Non Possono Più Vietarli

Buone Notizie Per i nostri Amici a 4 Zampe


Buone notizie per i nostri amici a 4 zampe: i regolamenti condominiali non possono più vietarli.

Solo chi possiede un amico a quattro zampe sa cosa significhi trovarsi costretto a condizionare la propria umana esistenza a quella del proprio amico non umano.

La buona notizia è che da qualche anno la legge sembra finalmente avere introdotto norme che consentono agli amanti degli animali di vivere in serenità insieme al proprio animale domestico.

E adesso cosa faccio? Ti chiedi.

Riferimenti normativi

Con legge n. 220 dell’11 dicembre 2012, è stato infatti introdotto l’ultimo comma dell’art. 1138 del codice civile, secondo il quale le norme dei regolamenti condominiali non possono più vietare di possedere o detenere animali domestici.

È il risultato di un lungo cammino della giurisprudenza, che nel corso degli anni ha sempre più spesso negato validità ai divieticontenuti nei regolamenti condominiali,  di detenere o possedere animali domestici.

La questione per il vero è rimasta dibattuta per molto tempo.

Ed infatti ancora oggi non manca chi sostiene che, se il regolamento è approvato all’unanimità, o è precedete all’entrata in vigore della norma riformata, il divieto di detenere animali eventualmente inserito nel regolamento, deve ritenersi pienamente legittimo.

Come rispondere?

Per intenderci il tipico esempio di regolamento approvato all’unanimità è il regolamento predisposto dal costruttore.

Infatti, essendo l’unico proprietario dell’immobile, non ha avuto bisogno della maggioranza per approvare il suo regolamento. 

Tale regolamento è definito “contrattuale”, per distiguerlo da quello “assembleare” approvato dai condomini.

Qualcuno sostiene che, se trascritto nei registri immobiliari, e allegato al contratto di compravendita, tale regolamento vincolerebbe gli acquirenti del costruttore, e quelli successivi.

Per fugare ogni dubbio

A fugare ogni dubbio è intervenuto il Tribunale civile di Cagliari, con l’ordinanza del 22 luglio 2016.

Il Tribunale civile di Cagliari ha, infatti, chiarito in modo esplicito che la novella normativa non si riferisce solo ai regolamenti approvati a maggioranza dall’assemblea, ma anche ai regolamenti contrattuali o approvati all’unanimità.

L’ordinanza in più ha precisato che, un regolamento che vieti di detenere in condominio animali domestici, è anche contrario ai principi di ordine pubblico, essendosi indirettamente consolidata nella società e nel diritto la necessità di valorizzare il rapporto uomo-animale.

Divieto nullo a tutti gli effetti

Un tale divieto, quindi, dovrebbe essere considerato nullo a tutti gli effetti, anche qualora il regolamento che lo contiene sia stato posto in essere prima della riforma di legge.

E se l’assemblea del condominio, ignorando tutto quello che abbiamo spiegato sopra, deliberasse comunque a maggioranza il limite al possesso di animali domestici… che fare?

Come comportarsi in caso di delibera assembleare

 In tal caso consigliamo innanzitutto di munirsi di pazienza!

Poi raccogliere tutto il materiale indicante la normativa che abbiamo riportato sopra, ed inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’amministratore del condominio, facendo presente la nullità della disposizione.

Se proprio nessuno ci sente, allora l’alternativa è chiedere l’annullamento della disposizione.

Va presentato ricorso al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla data della delibera assembleare, se eravamo presenti, o dalla data di ricevimento del relativo verbale, se eravamo assenti alla votazione.

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